Che la pubblicazione delle liste dei candidati del PD avrebbe portato polemiche era assolutamente inevitabile, per cui non me ne stupisco più di tanto.
Non parlo della scelta di chi c'è e di chi non c'è. Qualcuno doveva restare fuori, ed è ovvio che gli esclusi (o quelli inclusi ma in posizione non sicura) si lamentano. E' anche ovvio che qualcuno di questi sia incattivito nei confronti di chi, invece, è posizionato in modo tale da avere già la possibilità di cercarsi un bilocalino in affitto a Roma. Però si vede lo sforzo di rinnovare, che potrebbe essere più efficace se solo chi andrà a votare avesse anche la libertà di scegliere il suo candidato (possibilità che ci è stata tolta da chi ora si propone di governarci in nome della libertà, ma guarda tu che casi nella vita).
Non mi stupisco più di tanto neppure della caccia alla magagna da parte dei giornali più vicini al berlusca, fanno semplicemente il loro mestiere, che non è quello di dare informazioni, evidentemente. La campagna elettorale è già aperta e loro devono portare acqua al mulino del loro editore, per cui grande spazio all'inchiesta sulla candidata precaria che non è più precaria da tempo e poche righe sulla querelle tra la soubrette esperta di fisica della particella (quella di sodio?) e la comunità scientifica mondiale.
Mi stupisce, e stupisce non solo me, il reiterarsi di questa ormai nota capacità, da parte delle forze di centrosinistra, di farsi del male da sole, soprattutto nelle piccole cose.
Ma io dico, Uolter, è possibile fare uscire le liste su quei foglietti lì?
Uno dei tanti capi che ho avuto nella mia lunga e variegata esperienza interinale, ricevendo un qualunque documento simile a quei foglietto, lo avrebbe rispedito al mittente pregandolo di non mandare documentazione di lavoro su carta da culo.
Non riuscivi a trovare qualcuno che, in dieci minuti dieci, rimettesse a posto gli elenchi? Volendo potevi anche chiedere a me, ormai siamo amici.